NEL SEGNO DI DANTE conferenza del presidente del Centro Lunigianese di Studi Danteschi Mirco Manugue


Ci sono libri che segnano la storia di un popolo, altri quella individuale, altri ancora la storia dell'Umanità: la Divina Commedia è tutte queste cose insieme e anche di più. E' opera omnia di un'epoca e delle sue problematiche, è emblema di un popolo che cominciava faticosamente a riconoscersi come tale e a riconoscere una propria lingua come degna di fare letteratura; è una pietra miliare nella storia letteraria universale e nella visione di un ideale che trascenda gli egoismi personali e locali; ma è anche un punto di riferimento culturale e formativo nell'adolescenza di molti di noi ( come dice Venditti in una sua celebre canzone: “ Paolo e Francesca, quelli sì, me li ricordo bene... “). La Divina Commedia resta comunque un Poema magmatico ed enigmatico, anche perchè le alterne vicende che hanno caratterizzato la sua interpretazione nei secoli, ne hanno spesso offuscato la visione d'insieme, o l'hanno filtrata attraverso le diverse critiche che si sono avvicendate. Il Poema conobbe secoli bui, in cui venne quasi ignorato: fu pienamente rivalutato solo nel XIX secolo, grazie soprattutto alla prosa infervorata di Giuseppe Mazzini, che riconobbe Dante quale antesignano degli ideali risorgimentali, come spiega diffusamente un saggio di chi scrive, apparso sulla rivista “ Il Pensiero Mazziniano “ ( 1- 2006 ).

La Divina Commedia è ancora oggi oggetto di esegesi, com' è logico per un' opera basata essenzialmente sull'allegoria: l'allegoria morale permea tutto il Poema e quella politica soprattutto il canto iniziale, dove la società piena di vizi e di errori viene definita una selva oscura, che aspetta la salvezza dal Veltro. Ma chi o cos' è il Veltro? Mirco Manuguerra, su questo, ha una sua personale interpretazione e ce la illustrerà in questa serata, dove altri temi del Poema verranno evidenziati.

Manuguerra, nato alla Spezia nel 1960, di professione bancario, è fondatore e presidente del Centro lunigianese di Studi danteschi, e ha creato a Mulazzo, nel 2003, la struttura polivalente del museo “ Casa di Dante in Lunigiana “.

Nel 2006 inventa la “ Via Dantis “, un' originale soluzione di Lectura Dantis itinerante, che rappresenta tuttora un unicum.

Appassionato esegeta autodidatta di Dante e della sua opera ( specie della Divina Commedia ), ha al suo attivo decine di pubblicazioni e saggi, alcuni dei quali ospitati o recensiti su riviste nazionali e internazionali. Tra le sue opere principali: “ Nova Lectura Dantis “ (1996), “ Lunigiana dantesca“

(2006), “ Via Dantis “, in libro (2008) e in film (2009), “ Infinite scintille di pace “ (2012).

A Mirco Manuguerra và soprattutto il merito di avere confutato, con coraggio, alcune interpretazioni “scontate” della Divina Commedia, di aver sottolineato con forza l' importanza della Lunigiana nella vicenda umana e politica di Dante, e di aver divulgato nel senso migliore del termine.

L' iniziativa di questa sera si colloca nel quadro dei festeggiamenti per i settecentocinquant'anni dalla nascita del grande fiorentino, cui l' Ucai ha dedicato la collettiva ancora in corso.

Gabriella Mignani

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