PASQUA NEL SEGNO DELLA PACE presentazione di Valerio Cremolini


Pasqua nel segno della pace

Il più cordiale saluto al prefetto Mauro Lubatti e al nostro vescovo monsignor Luigi Ernesto Palletti. Grazie di cuore di essere tra di noi.

Ancora una volta l’Ucai della Spezia intende offrire attraverso la consueta rassegna pasquale un corale contributo riguardante sia la specificità dell’impegno rivolto alle arti visive, affiancando il cammino spirituale e culturale della chiesa locale, sia la personale testimonianza di ciascuno di noi sullo speciale binomio che vede affiancate la pace e la misericordia, temi di grandissima attualità. Sono valori che papa Francesco ha fortemente richiamato nel messaggio del 1 gennaio 2016 in occasione della XLIX Giornata della pace, esortando ogni persona a vincere l’indifferenza per conquistare la pace.

Credo, peraltro, che l’indifferenza, magistralmente definita dalla celebre poetessa Maria Luisa Spaziani “inferno senza fiamme”, contrasti con la creatività perseguita da pittori, scultori, poeti e musicisti, ecc. laddove la loro ispirazione si nutre non solo di un continuo coinvolgimento nella realtà sociale, ma anche dell’insistente riscoperta della dimensione religiosa e spirituale e di un altrove avvolto di sola luce.

Illuminati pontefici, non a caso, hanno incluso nel loro magistero accorati interventi mirati a dare consistenza e continuità alla relazione tra la Chiesa, l’arte e gli artisti.

Delle nove Beatitudini enunciate nel vangelo di Matteo, due in particolare, capaci di donare felicità, esortano ad essere operatori di pace, per essere chiamati figli di Dio e misericordiosi, perché così ci sarà data misericordia.

Guardiamoci attorno! La mappa dei conflitti bellici, comprese le guerre civili, è sempre più estesa e impietosa e risultano purtroppo disattese le invocazioni di quanti, la Chiesa in testa, chiede di porre fine al continuo sterminio di vite umane. Lo afferma papa Francesco:”Le guerre e le azioni terroristiche, con le loro tragiche conseguenze, i sequestri di persona, le persecuzioni per motivi etnici o religiosi, le prevaricazioni, hanno segnato dall’inizio alla fine lo scorso anno moltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una terza guerra mondiale a pezzi”.

“Presenza”, titolo del dipinto esposto da Fabrizio Mismas in questa collettiva pasquale, richiama l’uccisione del giusto, inerme e innocente Abele per mano del fratello Caino, collocata sotto la Croce, simbolo del martirio di Gesù, lui stesso del tutto incolpevole.

Caino è stato l’efferato protagonista del primo omicidio della storia dell’uomo. Ma quanta violenza da allora ad oggi è stata generata nella nostra società! Ed ogni volta la pace, speciale valore da custodire nel cuore, è stato sconfitto e il messaggio di Gesù:”Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9) è stato imperdonabilmente inascoltato.

Chi ama la pace, credo che porti nel cuore anche la misericordia, di cui, mai come oggi, se ne avverte una forte domanda. È il nostro prossimo ad implorarla. Nella bolla di indizione del Giubileo

papa Francesco invita ad “aprirsi a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica”, senza cadere “nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge”.

È di noi tutti l’impegno a renderci testimoni di questi contenuti rendendoli visibili attraverso la bellezza dell’arte. Anche la pace è bellezza, così la misericordia.

Valerio P.Cremolini

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