GRAFICA PASTELLO INCISIONE introduce Gabriella MIGNANI

January 18, 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mostra proposta accomuna tre tecniche di arte visiva, che non sono pittoriche in senso stretto, ma che  privilegiano il disegno nella sua forma primaria (il pastello) o più sofisticata (la grafica e l'incisione). 

  Il pastello, colorato o in bianco e nero, costituisce una delle tecniche che molti di noi hanno sperimentato in qualche fase della loro vita, anche fin da bambini. Il momento di maggior sviluppo di questa tecnica si ebbe alla fine del 1400, per arrivare alla piena fioritura nel '700, quando vi furono, specie nella ritrattistica, espressioni artistiche notevoli, come quella del francese Jean Baptiste Chardin e, in Italia, della veneziana Rosalba Carriera, autrice soprattutto di ritratti femminili. Nell' Ottocento, gli impressionisti fecero uso di questa tecnica, per creare dipinti con soggetti più sfumati, specie nelle figure: ricordiamo le ballerine di Degas e, agli inizi del '900, alcuni ritratti di Boldini ( famosissimo quello di Giuseppe Verdi ).

  Con la grafica, ci addentriamo in quell' area di pittura non- pittura, che comprende anche vari tipi di incisione, e che privilegia il rapporto tra superficie cromatica ed eventi formali e segnici.  Nella grafica, il disegno, espressione primordiale dell' arte umana ( le incisioni preistoriche rupestri ne sono ancora testimonianza ), giunge a compimento, nell' affiorare come entità irriducibile, sintesi di unità elementari, ma anche di complesse rappresentazioni del reale.

  L' incisione, che permette di creare opere artistiche, servendosi di materiali diversi ( lastre metalliche, legno, e altri), è anch' essa tecnica antichissima: pare ne facessero uso in Egitto e in Cina già nel VII secolo dopo Cristo.

   In età moderna, tutti conoscono Albercht Durer, tedesco di origine ungherese, attivo a Norimberga tra la fine del 1400 e l' inizio del '500.  L' incisione raggiunse la massima fortuna dalla prima metà del XVII secolo, poiché i più grandi pittori dell' epoca, a partire dal fiamminghi Rubens e Rembrandt, compresero l'utilità, anche finanziaria, di realizzare diverse copie (mai perfettamente uguali) delle proprie opere.

  La semplicità di questo metodo, e insieme le sue multiformi possibilità, hanno fatto si che l'incisione si tramandasse fino ai nostri giorni come tecnica usata da molti artisti, insieme ad altre più tradizionali. Nel secolo scorso, ricordiamo Egon Schiele e, In Italia, Adolfo De Carolis, Lorenzo Viani, Emilio Mantelli e gli incisori su legno Morbiducci e Patocchi. Molti di loro furono presenti in diversi numeri dell'Eroica, la rivista futurista fondata alla Spezia nel 1911 da Ettore Cozzani, rivista che predilisse la tecnica xiligrafica per le sue illustrazioni.

 Ricordiamo che, recentemente, il Camec ha ospitato una retrospettiva antologica di incisioni di  Emilio Vedova.

 

I soci che espongono stasera hanno privilegiato il pastello fra le tecniche proposte.  Numerose  le figure, i ritratti e i paesaggi.  Non manca l' astratto, con una netta predilezione per il non-colore, che valorizza il disegno come struttura archetipica, pur se declinata secondo le diverse sensibilità.

 

 

      Gabriella Mignani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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