Mostra personale di ASHENAFI FRASSINELLI BIRKU


Quando Fabrizio Mismas, conversando con me e con il presidente Guido Barbagli, sulle varie iniziative da suggerire per l’annuale programma dell’Ucai, ha espresso il desiderio di dedicare una mostra ad Ashenafi Frassinelli Birku la mia mente è immediatamente rimbalzata al febbraio del 2011. Ed ecco apparirmi il foyer del Centro “Allende”, nel quale s’imponevano, suscitando non poco stupore, misteriose e severe figure modellate con indubbia personalità da Ashenafi e molto ammirate da quanti hanno visitato quella interessante e non convenzionale personale. Più volte mi sono chiesto perché da allora sia caduto il silenzio, oggi violato da questa mostra sul giovane artista, che vanta un robusto catalogo, comprendente non solo sculture, ma dipinti, acquarelli e grafica di apprezzabile qualità. Ashenafi, infatti, è stato tutt’altro che improduttivo. Anzi, dinanzi agli esiti della sua attività rivolta su più versanti, è impossibile rimanere indifferenti. Si è colti da una sensazione di impotenza nel far fronte alla mole di lavori, che dimostrano il suo non occasionale impegno nell’affrontare specifiche tecniche ed altrettanti temi.

Un rapido cenno desidero indirizzarlo agli intensi disegni che rivelano non poca lucidità esecutiva, richiamando le nobili pagine della grande stagione dell’espressionismo. Il segno di Ashenafi è asciutto, compiuto, mai incerto. È un tratto maturo, privo di virtuosismi di sorta, che si esalta nell’attraente nudità di corpi femminili, ma non solo, dove echeggia il flusso della vita, talvolta angosciante e crudele. Afferma, il pittore, che “la ricerca condotta sul nudo, quale pura rappresentazione della forma, deriva dallo studio dell'anatomia del corpo, della geometria dei muscoli che si trasforma ora in grazia, ora in bellezza, ora in forza”. Tutto ciò è davvero pertinente e nei suoi corpi femminili è assente qualsiasi indizio di volgarità.

In questa mostra Ashenafi si propone come autore di dipinti, nei quali è totalmente assente ogni traccia di figurazione. Il suo è un acceso dialogo con il colore e, infatti, un tripudio di colori si espande su suggestive tele di ogni formato che si aprono, è una delle possibili interpretazioni, alla dimensione del soprannaturale. Quello del pittore è un lucido sottomettersi alla seduzione di una vibrante e appagante scala cromatica, dove i gialli, i verdi, i rossi, gli azzurri, i bianchi, ecc., e la sovrapposizione degli stessi, mettono alla prova la nostra sensibilità nel cogliervi non vaghe relazioni con lo svolgersi dell’esistenza, non sottacendo la fragilità umana che vi è partecipe. I colori, così espressivi, sono il veicolo privilegiato per scavare, come fanno i poeti con le parole, la propria anima compressa e, talvolta, lacerata da sentimenti contrastanti e, inoltre, per lanciare lo sguardo verso l’infinito e soggiacere all’incanto del mistero. Ecco, allora, l’approccio all’area dell’astrattismo, linguaggio evocato in questo persuasivo ciclo di lavori permeati di energia, di vitalità, di purezza e di una spiritualità che dà lievito alla creatività di Ashenafi.

Ho richiamato poc’anzi l’affinità della poesia con la pittura, entrambe fonti di non pochi interrogativi, e in questa circostanza mi sovviene quanto la poetessa Antonella Anedda ha scritto sull’identità del poeta. È un pensiero che ritengo non sia estraneo ad Ashenafi. “Il poeta - essa scrive - è colui che avverte, prima degli altri, nella sua carne viva, quel che accadrà poi; colui che inventa nuovi mondi e nuove speranze per chi non ne ha , o non ne ha più; colui che soffre con chi soffre e gioisce con chi sorride; colui che sa parlare ai piccoli, che non conoscono parole”.

Ebbene, Ashenafi è un artista che vive il suo tempo e non sfugge la realtà. Le sue composizioni, apparentemente fantasiose, sono intrise di realismo; bussano metaforicamente al cuore dell’uomo, affinché scopra nuove emozioni che lo aiutano a sfuggire il naufragio del mondo.

Valerio P.Cremolini

Nota biografica

Ashenafi Frassinelli Birku è nato ad Assab (Etiopia) il 19 giugno 1978. Cittadino italiano, risiede alla Spezia con studio in Scalinata S. Giorgio n. 1.

Nel 1998 consegue il diploma presso il Liceo Artistico di Carrara e prosegue gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove nel 2002 si laurea in Scultura con votazione di 110\110. È vero o ipervero? è il titolo della tesi, discussa con il professore Valerio Rivosecchi.

Principale attività espositiva

Risale al giugno 1998 la partecipazione alla mostra collettiva di scultura “Scuole d’arte”, con la terracotta Tae-gyun, allestita a Pisa presso l’Istituto Statale d’Arte;

2001 - Carrara, Accademia di Belle Arti, IVa Biennale In fieri 2001;

2003 - La Spezia, Circolo Arci Portrait Cafè, mostra personale comprendente varie tecniche (gesso, olio, acquarelli, matite su carta);

2003 - Castello di San Terenzo (Lerici), mostra collettiva Frankestain è vivo;

2004 - La Spezia, Centro “S.Allende”, mostra collettiva di pittura e scultura Differenze;

2004 - La Spezia, Loggia dei Banchi, mostra personale di disegni a matita su carta Le Ossessioni, il nudo;

2004 - Forno (Massa), dicembre, mostra collettiva Presepi;

2004 - La Spezia, Loggia dei Banchi, mostra personale Le Ossessioni, l’angolo (fotografie a unico soggetto;

2005 - Partecipazione al Premio di pittura, scultura, mosaico Alpi e mare di Apuana, manifestazione itinerante in varie sedi della provincia di Massa Carrara;

2005 - La Spezia, Circolo Arci Scheic, performance Free Art, pittura e scultura con musiche del gruppo Jazilla

2005 - La Spezia, Loggia dei Banchi, Harambee Fratellanza;

2005 - La Spezia, Circolo Arci Portrait, Memore, stampe in tecnica mista su tela e scultura;

2005 - Fosdinovo (Massa), Torre Malaspina, Ossessione;

2005 - La Spezia, Loggia dei Banchi, Orizzonti 2005;

2006 - Sarzana, Chiostro di San Francesco, La Porta;

2006 - La Spezia, Centro “S.Allende”, Il Dio denaro;

2008 - La Spezia, Circolo Culturale “A.Del Santo”, mostra personale La Resurrezione;

2011 - La Spezia, Foyer Centro “S.Allende”, mostra personale, Sculture.

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