"I due volti di EVA"di Maria Luisa EGUEZ presentazione a cura di Gabriella Mignani


Da dove nascono i due stereotipi di donna- angelo e donna- demonio? Cosa dice davvero la Bibbia della Donna?

Maria Luisa Eguez, scrittrice spezzina di fama ormai nazionale, in questa sua ultima fatica “ I due volti di Eva “ ( Edizioni Messaggero, Padova, 2016 ), secondo di una trilogia che l'autrice completerà il prossimo anno, compie un percorso ideale tra Eva e Maria, i due personaggi femminili più conosciuti nell' antico e nel nuovo Testamento.

Il libro prende le mosse dal mito del primo uomo e della prima donna, che la scrittrice interpreta come la storia di una frattura interiore tra l'essere umano e Dio, che si è ripercossa tragicamente anche sui successivi rapporti di attrazione/conflittualità tra i due sessi: una storia che ci riguarda tutti, uomini e donne di ogni luogo e tempo.

La prima figura femminile che la Eguez prende in considerazione è proprio Eva che fu creata insieme ad Adamo ( da una sua costola ), perchè il Signore ditingue gli esseri umani in maschio e femmina ( con buona pace di alcune teorie stravaganti oggi così di moda... ), mettendo in essi il sigillo della propria immagine e dando loro il dominio sul Mondo e sulle creature che lo popolano.

Cosa succde poi, del mito di Eva ? Perchè essa diviene uno stereotipo così negativo ?

Eguez ci spiega come la storiografia ufficiale abbia fatto ricadere solo su Eva, la Donna, colpe e responsabilità che furono comuni ai due esseri umani creati da Dio: un mito negativo che si è perpetuato nel corso dei secoli.

Ma le figure femminili bibliche, mirabilmente raccontate dalla scrittrice, con dovizia di riferimenti storici, sono donne che spesso non hanno neanche un nome ( e i nomi, nella tradizione ebraica sono di fondamentale importanza), come la concubina del levita, che la fa seviziare e tagliare in pezzi con la complicità del padre di lei.

Complicità fra uomini, ma anche tra donne come Noemi e la nuora Ruth, unite da un comune destino avverso.

Grandi amori come quello tra Salomone e la Regina di Saba: bellissima figura di donna completa che vive pienamente la sua passione carnale, quella che Giovanni Paolo II definì “ liturgia dei corpi“.

Questa carrellata di figure femminili bibliche è un excursus che vuole mostrarci come, anche nelle scritture, le donne siano state, al pari degli uomini, persone con pregi e difetti, e non angeli o demoni, ma donne vere con passioni, sofferenze, crudeltà persino, come la famosa Giuditta, che tagliò la testa a Oloferne, per riscattare il suo popolo.

Un capitolo intero l' autrice ha voluto dedicare proprio alla donna ideale, così come espressamente viene tratteggiata nel libro dei Proverbi: ne emerge una figura angelicata, che vive nell'immaginario maschile e che proietta di sé una visione rassicurante e appagante. E l' uomo ideale? Quello non esiste, o almeno non se ne parla nei testi biblici, se non in rapporto a Dio.

La donna, dunque, si rapporta all' uomo, mentre l' uomo si rapporta direttamente al Creatore. E il modello idealizzato di donna, condiviso dalla cultura ebraica prima e cristiana poi, è quello di una moglie perfetta, nume tutelare della casa e della famiglia.

Non c' è spazio, osserva l' autrice, per la sterile o la nubile, l' artista, la libera pensatrice o la guerriera.

Dall' antico Testamento alla Chiesa degli esordi: Eguez dedica ampio spazio alle donne negli scritti di Paolo, che fu accusato spesso di misogenia. Eppure, la scrittrice lo rivaluta: egli riconobbe il diritto alla donna di separarsi dal proprio coniuge, così come riconosciuto al marito, in piena parità ( ricordiamo che la chiesa delle origini, come ora il protestantesimo, non escludeva il divorzio, anche se lo ammetteva solo per gravi motivi e senza possibilità di risposarsi ). Inoltre, egli cita più volte, le diaconesse, figure di donne attive nel magistero della Chiesa delle origini.

Il libro si è aperto con Eva e si chiude con Maria: Colei che ha riscattato l' umanità dal suo peccato

originale: Maria, come Gesù, è l' essere umano quale Dio l' ha sognato e, nello stesso tempo, l'emblema della paternità/maternità divina pienamente realizzate.

“ Vergine madre, figlia del tuo Figlio “: così l' ha invocata Dante nell' ultimo, straordinario, canto del Paradiso e anche il libro di Maria Luisa Eguez si chiude con un auspicio per tutte le donne che, con l' esempio di Maria, sperano in un riscatto dal mito negativo di Eva.

Gabriella Mignani

Gabriella Mignani

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